lunedì 26 gennaio 2015

Così diversi, ma così simili

Se qualcuno ci guarda con un occhio superficiale e poco attento appariamo come due persone molto diverse. Io timida e introversa, non amo parlare con gli estranei. Lui non è un gran chiacchierone, ma se si trova in una situazione in cui non conosce nessuno attacca tranquillamente bottone.
Veniamo anche da due famiglie completamente diverse. La mia è una grande famiglia, io considero membri non solo i miei genitori, ma anche i miei nonni e i miei zii. I miei genitori sono persone di media cultura, hanno viaggiato molto e sono abbastanza aperti. All'apparenza sembriamo la famiglia del mulino bianco. Anche geograficamente veniamo dai due poli opposti dell'Italia. I suoi vengono dal sud e hanno una mentalità molto arretrata, il loro modo di pensare è più simile a quello dei miei nonni, anzi i miei nonni su certe cose sono più "moderni"! Sono estremamente Cattolici, in tutti i sensi: vanno a messa sempre e quello che dice il Papa è oro colato.
Però se togliamo queste cose che sono superficiali, ci hanno cresciuto allo stesso modo: stessi divieti, stesse imposizioni e un gran numero di danni molto simili. E la nostra personalità davanti a tutto ciò si è sviluppata più o meno nella stessa maniera, ci sarebbero potuti essere un milione di modi diversi eppure...

giovedì 22 gennaio 2015

Nostalgia

Sono una persona abbastanza nostalgica e con una spiccata mania di controllo, quindi ripenso spesso al passato e odio dimenticare i particolari, mi sembra che non ricordandoli possa perdere una parte di me.
Stasera è una delle mie serate nostalgiche quindi ho deciso che dovevo trovare il modo di recuperare da Facebook tutte le conversazioni. Ci sono riuscita e mi sono subito tuffata nei ricordi.
Le ho trovate in ordine cronologico: dalle più vecchie alle più recenti.
In quelle conversazioni c'è tutta la mia adolescenza: ci sono le amicizie, i ragazzini che non avendo il coraggio di parlarti a voce ti scrivono (per dovere di cronaca voglio aggiungere che li ho sempre rifiutati perché mi sembrava una cosa triste iniziare una relazione in questo modo), ma ci sono anche anni di conversazioni con Moroso (un giorno o l'altro racconterò anche di come ci siamo conosciuti e messi insieme).
Rileggere mi ha fatto venire una nostalgia terribile. Mi sono resa conto di essere cambiata molto. Ero (e un po' lo sono ancora) fragile, avevo paura di essere ferita e abbandonata. Non solo io sono cambiata, tutte le persone intorno a me. Non immaginavo che in pochi anni si potesse cambiare così tanto, nelle parole che leggo non riconosco nessuno delle persone che mi circondano, mi sembra che quelle parole siano state scritte in un'altra vita, da altre persone.

lunedì 12 gennaio 2015

Esame

Domani primo esame della mia carriera universitaria. Orale.
Ho tutti i sintomi dello stress da giorni e la notte non riesco a dormire. Se a ogni sessione sarà così non credo che arriverò viva alla laurea, tra 5 anni.
Sono agitata. La cosa che mi consola un pochino è che se va male si può sempre rifare.

venerdì 12 dicembre 2014

Sono quasi due anni che stiamo insieme.
In questi due anni gli ho scritto numerose lettere, alcune le ha lette, altre no. Ora si sta avvicinando il nostro anniversario mi piacerebbe scrivergli una lettera. Una bella lettera che possa leggere nei momenti di sconforto, che gli ricordi che lo amo, nonostante tutto.
Vorrei essere in grado di mettere nero su bianco quello che sento, come ho sempre fatto, una parola dietro l'altra. Non ci riesco, ne ho scritte diverse, ma mi sembrano tutte così banali, così piene di nonostante o di tristezza, io invece volevo una lettera piena di gioia e di spensieratezza, perché la maggior parte delle volte che sto con lui io mi sento felice. E invece mi viene solo da raccontargli di quando vorrei essere da un'altra parte, di quando vorrei spaccargli la testa, della frustrazione che provo a vederlo così, di cosa darei per vederlo felice, ma credo che devo ripartire dal raccontargli che cosa mi provoca il suo sorriso, di quanto sono belli i suoi occhi e di quanto mi piaccia fare qualcosa insieme a lui.

giovedì 27 novembre 2014

Tutto passa

Dicono che i brutti periodi passano, io ne sono convinta perché non si può essere triste per sempre. Forse il problema non è se passano o no, ma è come passano, che cosa resta dopo la tempesta e che cosa siamo diventati.
Il dolore o unisce le persone o le divide, a noi ci ha unito e ci ha reso più forti. Ci ha spinto ad aprirci a mostrare le debolezze e a capire che forse non siamo tanto diversi, abbiamo vissuto due vite diverse, con dolori diversi, ma siamo molto più simili di quanto potessi immaginare.
Io non amo circondarmi di tante persone, preferisco avere vicino a me poche persone sulle quali poter sempre contare. Tendenzialmente non mi piace essere aiutata credo di avere due difetti enormi: sono orgogliosa e testarda. Quando sto male preferisco starmene nel mio brodo e cavarmela da sola, tanto ho imparato che prima o poi una via d'uscita la trovo. Stare da soli fa bene: insegna a conoscersi e a bastarsi, secondo me tutti dovrebbero imparare a bastarsi, a me sapere che le altre volte che stavo male ce l'ho fatta da sola, mi fa venire ancora voglia di lottare.
Non ci si può aspettare che arrivi qualcuno a salvarci, no siamo le principesse della Disney, quindi non arriverà nessuno a darci una mano. A piccoli passi, anche un po' incerti, si va avanti.

mercoledì 19 novembre 2014

Professori strambi

Nella mia carriera scolastica di professori strano ne ho incontrati molti. Mi aspettavo all'università di incontrare solo professionisti seri, visto che diventare professore universitario e molto faticoso e dovrebbero farlo solo i più bravi, invece dopo nemmeno un semestre sono già stata disillusa.
Nel mio corso di laurea ci sono due corsi di inglese: uno al primo anno e uno al secondo, entrambi però valgono solo 3 CFU e sono solo d'idoneità, moltissimi però non riescono a passarli.
Il professore è un americano arrivato 20 anni fa in Italia. Si è presentato (in inglese obviously) dicendo che gli italiani sono tutti ignorati perché non sanno parlare inglese e quindi lui avrebbe fatto molta fatica ad insegnarci. Io sono anche d'accordo con lui, l'italiano medio non conosce l'inglese (io conosco la grammatica, ma ho una pronuncia che fa pietà), ma la colpa è spesso degli insegnati che non lo insegnano come si deve.
Dopo questo preambolo ha iniziato a parlare in italiano per ripetere i concetti che aveva appena detto. Appena ha aperto bocca mi sono cadute le braccia.
Sbagliava a coniugare i verbi: soggetto singolare e verbo plurale, non concordava gli articoli con il nome; era difficile capirlo. Si sforzava a parlare italiano, ma gli mancavano anche i vocaboli, faceva una frase in italiano e ci infilava una parola di inglese perché non sapeva qual era la parola corretta in italiano.
Mi sembra assurdo vivere in un Paese da così tanto tempo e non sapere la lingua, secondo me non la sa perché non l'ha mai voluta imparare. In ogni frase che diceva voleva sottolineare quanto in America si vivesse meglio, le persone fossero più acculturate ecc.

sabato 15 novembre 2014

È ufficiale sono diventata una drogata di tè.
Ho sempre amato bere tè, ma da quando ho scoperto il tè verde è iniziata la mia fine. Ho iniziato a berlo perchè mia mamma l'ha infilato nel carrello della spesa e una volta arrivata a casa ho deciso che dovevo assaggiarlo.
Quando andavo alle superiori finivo scuola alle 14, quando tornavo a casa ormai era ora di fare merenda, quindi mi facevo la mia tazza di tè con i biscotti. Ora che frequento l'università ho orari tutti strani, praticamente al pomeriggio non sono mai a casa e quando arrivo a casa è ora di cenare, non posso più bermi nemmeno un goccino di tè. Per cercare di compensare a questa mia mancanza ho provato a bere quello delle macchinette, ma fa schifo!
Per avere la mia dose quotidiana faccio colazione con una bella tazza di tè nero e poi mi preparo una bottiglietta con dentro del tè verde. Il tè nero lo bevo rigorosamente: bollente, zuccherato e con il limone; mentre quello verde mi piace anche freddo e senza zucchero. Anche se il tè caldo è tutta un'altra cosa...